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VacciniSiObblighiNo

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VACCINI SÌ, OBBLIGHI NO

Le vaccinazioni pediatriche e le tutele della salute nella Costituzione italiana
 
 
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Paolo Bellavite

 
Edizioni Libreria Cortina Verona – 192 pagine - 15 Euro
 
www.libreriacortina.it
 
Per ordini: info@libreriacortina.it

Presentazione
Il tema delle vaccinazioni rappresenta un campo di interfaccia tra medicina e legislazione, tanto che recentemente si è aperto un vivo dibattito a seguito del decreto legislativo, poi convertito in legge 119/17, che introduce l’obbligatorietà di 10 vaccini in Italia. Il testo di Bellavite è stato concepito come memoria tecnica nell’ambito della documentazione presentata dalla regione Veneto nel ricorso alla Corte Costituzionale ed è stato pubblicato come libro a se stante dalle Edizioni Libreria Cortina di Verona.
Poiché la Costituzione Italiana (Art. 32) contempera il diritto individuale di salute del singolo con l’interesse della collettività, il bilanciamento operato dal legislatore deve rispondere ai canoni di ragionevolezza e di proporzionalità.
La Corte Costituzionale ha già avuto modo di affermare che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con il dettato costituzionale se il trattamento sia diretto “non solo a migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute della collettività”, “sempre che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per quelle sole conseguenze, che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario e, pertanto, tollerabili” (sentenza n. 307/1990). L’imposizione di un trattamento vaccinale obbligatorio sarebbe infatti giustificato non dal fatto che il vaccino è utile al singolo bambino (fatto incontestabile, comunque da valutarsi a livello individuale), ma solo in presenza di dimostrata necessità del vaccino di un singolo per ottenere la protezione collettività, non altrimenti raggiungibile in caso di grave e documentata minaccia epidemica.
In realtà, è difficile trovare nella migliore letteratura scientifica delle prove sicure di un effetto gregge dei vaccini per Tetano, Difterite, Pertosse, Epatite B, ed esistono dubbi anche per quanto riguarda Haemophilus I. tipo B, e Polio IPV. In Italia non esite alcun serio pericolo di epidemie per 9 su 10 delle malattie incluse nella legge 119/17. L’unico piccolo fenomeno “epidemico” in Italia di una malattia prevenibile col vaccino (oltre all’influenza) è costituito dal morbillo, sul quale i mass-media hanno montato una campagna allarmistica, persino dopo che la piccola “epidemia” era in esaurimento spontaneo (maggio 2017). Il morbillo ha colpito per la stragrande maggioranza gli adulti, per cui è irrealistico pensare che un eventuale rialzo di coperture di pochi punti percentuali nella sola fascia pediatrica (già coperta quasi al 90%) risolva i problemi epidemiologici odierni.

 
INDICE DEI PRINCIPALI ARGOMENTI
1. INTRODUZIONE
§  Salute individuale e collettiva
§  “Scienza” e società scientifiche
§  Principi di base in vaccinologia
§  Osservazioni storiche di epidemiologia
2. LA SALUTE DEL SINGOLO  E L’INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’
§  :Il calcolo dell’immunità di gregge
§  Effetto gregge esteso alla vaccinazione
§  Effetto gregge per singoli vaccini
§  Strategie internazionali
§  Cessazione dell’obbligatorietà?
3. EVENTI AVVERSI E PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
§  Frequenza degli effetti avversi
§  Il rapporto AIFA
§  Principio di precauzione
§  Il ruolo del medico
§  L’esperienza del Veneto.
4. CONCLUSIONI
Bibliografia scientifica (180 voci)
I piani europei di incremento dell’offerta vaccinale non utilizzano l’obbligo ma l’informazione e la persuasione, stesso metodo che in Italia viene usato per gli adulti. La regione Veneto, avendo abolito ogni obbligatorietà da 10 anni, ha ottenuto migliori risultati delle altre Regioni nell’organizzazione dei servizi di prevenzione mediante informazione capillare e convincimento delle persone.
Per quanto riguarda i rischi dei vaccini, il testo di Bellavite ha un approccio non allarmistico e documentato. Eventi avversi gravi dovuti ai vaccini sono segnalati, seppure raramente, da fonti ufficiali e da ricerche scientifiche pubblicate nella letteratura internazionale. Questi comprendono sia malattie “acute” che “croniche”, in particolare di tipo iper-reattivo e autoimmunitario. In nome del principio di precauzione, la frequenza e la gravità di effetti indesiderati dei vaccini - che siano accettabili come rischio da un bambino sano per l’interesse collettivo - devono essere commisurate all’entità di un eventuale pericolo per la collettività. Non essendovi oggi alcuna emergenza epidemica e non essendo alcuni vaccini comunque atti a contrastarlo per la loro inefficacia allo scopo, il rischio imposto senza consenso pare eticamente dubbio. Alcuni dubbi sulla stessa opportunità delle vaccinazioni di massa per alcune malattie non particolarmente gravi (parotite e varicella) stanno emergendo alla luce dei profondi cambiamenti epidemiologici, tra cui la perdita di efficacia dei vaccini col tempo e lo spostamento dell’insorgenza verso l’età adulta, in cui le stesse malattie hanno conseguenze più gravi.
In sintesi, poiché la Costituzione contempera il diritto individuale di salute del singolo con l’interesse della collettività, il bilanciamento operato dal legislatore deve rispondere ai canoni di ragionevolezza e di proporzionalità. Una vaccinazione – procedimento invasivo che comporta comunque un rischio di patologie anche gravi, benché piccolo in termini statistici - è accettabile come obbligatoria solo se è dimostrato che sia necessaria a raggiungere una copertura sufficiente a preservare la collettività da un reale pericolo epidemico e se il vaccino non arreca danni gravi e/o permanenti. Secondo Bellavite, questi due requisiti non sembrano ricorrere per la gran parte dei 10 vaccini previsti dalla legge 119/17 e quindi la legge pare in contrasto con i principi della Costituzione Italiana e in particolare con l’articolo 32.
Il fatto che la Consulta nella seduta del 22 Novembre 2017 abbia respinto il ricorso del Veneto conferisce ancor maggiore attualità alla questione del delicato rapporto tra “ragion di Stato”, libertà di cura e dignità della persona umana. La sentenza recita, fra l’altro «… il legislatore ha ritenuto di dover rafforzare la cogenza degli strumenti della profilassi vaccinale, configurando un intervento non irragionevole allo stato attuale delle condizioni epidemiologiche e delle conoscenze scientifiche. Nulla esclude che, mutate le condizioni, la scelta possa essere rivalutata e riconsiderata. (…) la scelta legislativa a favore dello strumento dell'obbligo è fortemente ancorata al contesto ed è suscettibile di diversa valutazione al mutare di esso.» Pertanto, il dibattito e la ricerca epidemiologica devono restare aperti su tale importante e delicata questione di sanità pubblica.
Il libro ha avuto notevole successo in un periodo in cui il tema dei vaccini interessa molto l'opinione pubblica e la categoria medica.
Una particolare soddisfazione è venuta all'autore dal fatto che il testo ha riscosso l'interesse persino di Matteo Salvini, che lo ha menzionato in un suo messaggio diffuso tramite facebook. Il politico, con poche semplici parole, ha spiegato come "Vaccini si, obblighi no"  riassume la sua posizione sul tema dei vaccini e della loro obbligatorietà. Finita la campagna elettorale, ritengo opportuno riportare le sue parole in un estratto di tale video (qui a lato).
Per la precisione segnalo che posizioni simili sono state espresse anche da esponenti di altri partiti come i 5Stelle  (senza citare il volume) e Noi per l'Italia (citando il volume).
 
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